Sono solo storie
Scuotiti dal torpore
e risplendi
sotto il sole.
Inonda gl’occhi di colore.
Sta pulsando
la vita,
sotto la terra.
La sua onda d’energia
sale inarrestabile
e con furore
gaia energia dona
a te
Oh Natura!
Schiudi i petali
e mostra le variopinte corolle.
Le foglie
di nuovo smeraldo rilucono.
Primavera
vita nuova.
Anima le membra.
Corri a colorar
le colline e i monti.
I prati e le strade
di nuovo ridenti!
Primavera tempo
di vivere,
esci e danza!
Teneri boccioli
esplodono
inondando
di superlativo profumo
il mondo.
Ode a te Primavera,
giovinezza di una Natura
violentata,
che torna ancora a sorridere.
Amicizia è un sentimento nobile, quanto impegnativo.
L’amico è una persona che diventa un estensione di noi stessi. Qualcuno che non è propriamente come un braccio o una gamba, ma più simile ad un bastone.
Sarà il progresso, saranno le nuove tecnologie, ma io di questo tipo di bastoni ne vedo pochi.
Vedo più che altro parassiti. L’amicizia ha perso la sua natura. E’ diventata un mezzo e un fine allo stesso tempo, quando non dovrebbe essere nessuno dei due.
Ah, ci stiamo logorando con le nostre mani. Tutto va verso la convenienza. Ho paura. Tremo solo all’idea di dover uscire domani di casa e di incontrare migliaia di persone. Lì in mezzo quanti la penseranno come me? Forse nessuno. A volte sembra che io venga da un altro pianeta. Che tristezza.
Probabilmente non ho mai conosciuto l’amicizia, non ho amici d’infanzia, nè amici del cuore. Ho persone a cui voglio molto bene che si avvicinano all’Amico.
Vedo le persone che stanno con gli amici o con i fidanzati o le fidanzate ed emanano terrore. Terrore di rimanere soli.
Come fate? Vi prego insegnatemi! Vi scongiuro!
Ho terrore di ritrovarmi tra gente che non mi capisca, che non mi voglia per quello che sono ma per quello che appaio. Ho scelto la solitudine.
Sto bene con me, ma a volte c’è bisogno d’altro. E un altro appagante qui non c’è. Che si può fare? Non so.
Certo è che Amicizia perde pezzi e i suoi sosia di botulino ormai stanno conquistando il mondo. Sono a piede libero e mietono seguaci…
Amicizia eri stata concepita per essere così dolce, così appagante. Cosa ti succede? Perchè ti stai facendo snaturare?
O forse è sempre stato tutto così e siamo noi ad essere dei pessimi attori?
“Ma ti senti? No dico, ti stai ascoltando? Ci senti? Ti stai parlando addosso! Stai parlando per convincerti! Potrei anche uscire da questa stanza, lasciarti lì a parlare. Non te ne accorgeresti. Tutto questo è autoreferenzialismo puro. Stai dicendo quello che dovresti dire e pensare, ma non quello che stai pensando. Stai recitando la parte che gli altri vorrebbero che interpretassi. Fermati! Ascoltati! Non la tua voce sonora, quella muta, quella che puoi sentire solo tu. Abbassa la voce esteriore e alza quella interiore. Mio dio, isolati dal mondo ed ascoltati… Non puoi andare avanti dicendo di stare male, di odiare quello e quell’altro se non riesci neanche ad ascoltarti e a capire cosa dice te stesso. Sono due ore che lasci fluire parole fuori dalla tua bocca, ma non credo che tu ti sia reso conto del contenuto di quello che hai esternato. Insomma, sei intelligente, sai che non sei costretto a parlare, o almeno, non di questo. Questo argomento tralascialo. Aspetta, datti del tempo, capisciti, poi parlane. Con chi vuoi, quando vuoi, quanto vuoi, come vuoi. Ma hai bisogno di comprensione.
Capisci, diamine! Smettila. Sai chi hai davanti, non indosso maschere. Prendi coscienza della situazione. La verità è davanti ai tuoi occhi ma ti rifiuti di vederla. Agisci. Diavolo smettila di ostinarti a non vedere. Perchè vuoi guardare senza vedere? Perchè stai lì a carpire la realtà come se fosse un messaggio subliminale nascosto in una pubblicità?
La vedi? Lei è lì, ti parla a volte, altre fa finta di non vederti. Non vi conoscete, perchè non puoi dire di conoscerla. Di lei sai il nome e il cognome, dove abita, cosa fa nella vita e poco altro. Vorresti andare da lei e dirle tutto, ma non ci riesci perchè sai che si sente con un altro. Errore, buttati. E se ti scotti, col tempo il fastidio passerà. Buttati e sbaglia, buttati e vinci, buttati e impara. Devi recidere queste corde che ti impediscono di saltare quel fosso chiamato “Paura del rifiuto”!
Fallo! Sfibra quelle corde e salta, rischia!
Concediti la possibilità di amare di nuovo, veramente, intensamente. Per te è stata un’esperienza sublime. Ora potrà essere solo meravigliosa, ma fa che si per te la prima meraviglia della tua vita attuale.
Prova!
Buona Pasqua a te mio lettore, ti auguro di passare una felice giornata con le persone a cui tieni! Divertiti, vivi e mangia tanta cioccolata! ^^
Ci ritroveremo presto tra le righe di questo blog!
Buona Pasqua!!
Giaci inerme
freddo e rigido.
Le frecce sparse sul prato
l’arco spezzato.
Le piume delle tue ali
lievemente volano leggiadre
al respiro del vento.
Oh Amore,
eri sì piccolo e indifeso,
ma spietato
scoccavi i tuoi dardi
risparmiando nessuno.
Grandi pene da sempre
infliggevi giocando all’ arciere.
Ma Lussuria, la bella,
coi suoi pugnali
t’ha privato della vita
e ora lieta va
tra le genti
a sedurre cuori
da te spauriti.
Aih Amore,
il tuo esser crudele
molto ti costò,
e chi viveva
riponendo in te la speme
tradito se ne sta ora
straziato da Lussuria
a cui non vuol darsi.
Ma ella ormai gioca
simil a te.
E tra voi, pochi han l’occhi
del cuore per vedere.
Cupido se solo fossi stato più buono
tenero bambino,
Lussuria sarebbe rimasta
nella sua grotta buia
e solitaria.
Incatenata da rovi
che spietati entrano
nelle mie membra fresche stanche.
Amore e Fortuna
non sanno ridermi,
loro massimo gaudio
è deridermi.
Vorrei, ma non posso,
è un vecchio gioco
a cui io non so giocare.
Il dolore e la malinconia
sciolgono le parole del cuore
e la loro potenza
fluisce attraverso la mano
vergando parole d’illusione.
Addio Amore,
Addio Fortuna,
senza voi io vivo.
Senti il rumore
dei petali dei fiori?
Si stanno schiudendo
sotto i primi raggi
di un timido sole primaverile.
Arriva come un frastuono
alle mie orecchie.
E il fiore che cresce nel mio petto
silenzioso apre le sue gocce vermiglie.
Ridente dietro un velo
di timore
timidamente ti sorride.
Eppure tu sei abbagliato
da auree spighe di grano
vicine a giade.
E non vedi questi feggenti
pezzi di terra fertile
d’amore che aspettano.
Quando volgerai
i tuoi occhi
e manderai una scossa
che lascerà a sanguinare
la rosa che nel petto,
rossa e vellutata di passione,
aspetta?
L’8 marzo è una data simbolica, nata per ricordare tutte le violenze, i soprusi, le discriminazioni, ma anche le conquiste e le lotte che hanno riguardato il gentil sesso.
Perchè proprio l’8 Marzo e non un altro giorno?
Le operaie dell’industria tessile statunitense Cotton, stavano scioperando già da qualche giorno contro le disumane condizioni in cui erano costrette a lavorare. La direzione dell’azienda, l’8 marzo decise di bloccare tutte le porte della fabbrica, facendo rimanere bloccate all’interno tutte le scioperanti. Il caso volle che proprio quel giorno scoppiasse un incendio nello stabilimento. Le donne che si trovavano al suo interno morirono quasi tutte o rimasero gravemente danneggiate dalle fiamme.
Questo evento drammatico diede lo spunto alle femministe per proclamare la “GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA”.
La mimosa venne scelta come simbolo della donna, per questo motivo si usa regalarla in questa data.
Attualmente in pochi conoscono la storia di questa data, che più di una festa dovrebbe essere un giorno di riflessione su ciò che è stato, ciò che è, ciò che si è guadagnato, ciò che si è perso…
In questa giornata il mio pensiero va a tutte quelle donne che hanno combattuto perchè io oggi possa istruirmi, esercitare il mio diritto di voto ed essere eletta, avere pari opportunità e diritti di un uomo, lavorare ed essere tutelata, essere padrona del mio corpo, avere strutture a cui rivolgermi in caso di maltrattamento…
A loro dico GRAZIE!
A noi dico di NON DIMENTICARE, di NON DARE PER SCONTATO NULLA.
Buona festa delle donne a tutte coloro che appartengono al genere femminile di ogni razza, età, religione, estrazione sociale…
Viva le donne!
Non sai mai quanto puoi esporti quando conosci una persona. Devi avere un certo grado di autostima per buttarti e scoprirti. Devi saperti sbottonare senza spogliarti. Conoscere è un gioco d’azzardo. Ma non è inebriante.
Ho imparato a conoscere le persone senza scottarmi. Ho avute tante grandi amiche che alla fine si sono rivelate bolle di sapone.
Non è vero che chi ti vuole bene non se ne va.
Chi ti vuole bene sa quando deve andarsene, quando deve restare e quando deve lasciarti allontanare. Se si tiene ad una persona e se il legame è destinato a durare, ci si ritrova sempre sulla strada della vita. A volte si cammina mano nella mano, a volte distanti.
Ma i compagni per la vita sono pochi. Troppo pochi. La maggior parte sono maschere.
Bisogna saper prendere una decisione: fare gli ipocriti e gli amici di tutti sapendo incassare o vivere in modo schietto lasciando fuori dalla propria porta le maschere.
Nel primo caso sia è una maschera. Nel secondo una persona.
Tuttavia, a volte, si deve saper calzare una maschera. Ci sono situazioni di necessità in cui una maschera non può che aiutare… Deve essere qualcosa di temporaneo, una sera, un’ora, al massimo un giorno.
I vincitori e i vinti, i fortunati e gli sfortunati non esistono. Esistono i giocatori abili e quelli incapaci. E’ questione di allenamento e di volontà. Tutto qui.
La vita è un gioco.
Scegli la tua parte.
Gioca!